Bond italiano in lira turca: e ora cosa succede

Bond italiano in lira turca: e ora cosa succede è la domanda che si stanno facendo alcuni risparmiatori italiani

Cosa accade

Chi pensa che la situazione della Turchia non riguardi i risparmiatori italiani si sbagli di grosso. Con un tempismo degno dei migliori film comici ( se per qualcuno non sia in realtà più un film horror) la Banca Imi ha da pochissimo venduto una sua obbligazione proprio in lira turca. Ovviamente il problema non è per la banca ma per chi le ha comprate. Infatti la banca ha realizzato l’incasso ma i risparmiatori che, agli inizi di luglio hanno comprato le obbligazioni in lira turca, rischiano davvero grosso.

Una bella occasione

Del resto quel bond italiano in lira turca si presentava con molti punti a favore:
– due anni di durata
– rischio basso
– rendimento di partenza 9,15 fisso annuale
– rendimento in due anni 18,3%

Ovvio che un tasso del genere abbia fatto gola a molti. Rassicurati anche dal fatto che quel bond italiano in lira turca è trattato in Borsa, quindi in maniera trasparente. Ma i motivi che lo hanno reso appetibile risiedono anche nel fatto che Banca Imi è, ricordiamolo, una divisione della San Paolo (che resta la banca più solida del paese) e che la pezzatura del lotto minimo fosse di 1350 euro. Cifra che lo ha reso un “sogno” alla portata anche dei piccoli risparmiatori.

Il problema

Quindi tutto bene, almeno ai primi di luglio. Ma il problema è che il bond, essendo in lira turca, presuppone che il giorno del rimborso venga pagato non in euro. Inoltre si tratta di un debito non garantito anche se la sua breve durata non fa di questo aspetto un grosso problema. Il vero problema è la crisi turca che, stando le cose come stanno ora, lascia prevedere che il fantastico rendimento del 9,15% resterà solo un sogno. Se la lira turca continuerà a scendere rispetto all’euro, non solo il rendimento si azzererà ma, rischia di divenire pure una perdita.

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