Cina, commodity e nuovo petrolio

Qualche breve considerazione sul nuovo petrolio, lo shale oil, la Cina e la sua influenza sul mercato delle commodities

Il ruolo della Cina
Non siamo certo a noi a dirlo ma alcuni dei più importanti analisti ed esperti di investimenti finanziari: la Cina, o meglio la sua crescita rallentata impatta moltissimo sull’attuale poca forze delle materie prime. Per capire questo collegamento forse è più facile fare il ragionamento inverso. E cioè quando la Cina cresceva a ritmi vicini al 10% la domanda delle materie prime cresceva perché crescevano gli investimenti. Ora, il fatto che la Cina cresca meno velocemente e, soprattutto, in alcuni settori stia cercando di farlo tenendo d’occhio (almeno un po’) una crescita sostenibile si ripercuote con una semi crisi delle materie prime e del mercato delle commodity. Forse non è crisi ma, dal momento che questi particolari cicli di mercato sono più lunghi di altri, la situazione per molti sarà decisamente strutturale.

Differenze tra prezzi
Anche chi non è esperto di questi due mercati sa che ciò che sottende i meccanismi dei prezzi del petrolio e quelli delle materie prime è diverso. Ma in cosa differisce principalmente? Nel fatto che il petrolio ha un prezzo stabilito dalla semplice offerta che si trova sul mercato stesso. le materie prime hanno un prezzo che dipende, in grandissima misura da un attore particolare: proprio la Cina. Se la Cina domanda meno le materie prime si indeboliscono. Come ricordato dalla rivista Risparmio & Investimenti, può essere utile capire di cosa si sta parlando facendo un esempio dei consumi della Cina: in termini di petrolio essa consuma il 10% della produzione mondiale ma consuma ben il 40% delle altre materie prime.

Rublo per chi fa forex
Tutto ciò non è senza conseguenze per chi segue il forex. Infatti un altro attore è la Russia le cui finanze sono eccessivamente dipendenti da gas e petrolio appunto. Per questo è altri motivi il rublo si è deprezzato ma insieme a lui anche le valute di Cile, Colombia e Sud Africa e insieme alle valute ne hanno risentito anche i mercati obbligazionari degli stessi paesi. Questo anche perché svalutare la valuta è un bacino di nflazione proprio per chi esporta materie prime. Quindi molti preferiscono non esporsi verso valute e paesi che esportano materie prime ma piuttosto verso paesi che vendono servizi. Quali? per esempio Polonia e Messico.

I commenti sono chiusi