Conoscere la finanza islamica

Uscire dagli stereotipi e conoscere la finanza islamica. Per molti professionisti è un passo necessario

Sempre più importante

Il mondo della finanza, si sa, è un mondo globale. Per questo conoscere la finanza islamica è una cosa necessaria. Anche perché i prodotti finanziari che rispettano la sharia si stanno espandendo sempre di più. I mercati maggiormente coinvolti sono mercati importanti tra cui, oltre a Malesia e Indonesia, c’è un attore importante come la Cina.

Conoscere la finanza islamica per un paese e un mercato finanziario come la Cina è fondamentale anche per l’imprenditoria. Sebbene nel paese i musulmani siano una percentuale irrisoria, la Cina si comporta in maniera molto pragmatica. Infatti dal momento che una grandissima opera come quella chiamata “Nuova Via della Seta” attraverserà paesi a maggioranza musulmana, la Cina ha capito che la finanza islamica sarà di aiuto. Stiamo infatti parlando di una enorme realizzazione infrastrutturale che attraverserà Europa, Africa e Asia.

Questioni economiche

Conoscere la finanza islamica e i suoi prodotti è, soprattutto, una questione di intelligenza economica. Basti pensare a quale importanza essa ha in paesi come le ricche monarchie del Golfo. Fare affari con loro significa fare grandi affari. Quindi una finanza che tenga conto della finanza islamica può fare la differenza, consentendo di entrare più facilmente in mercati emergenti e ricchi. Ma c’è poi anche una questione importante e che, per ora, non può essere smentita: la crisi finanziaria del 2008 è stata causata da un tipo di finanza senza scrupoli. La finanza islamica, è questo per ora il suo punto forte, risponde in maniera rigorosa a principi molto rigidi. Principi che l’hanno tenuta lontana da crisi analoghe. Per questo i prodotti finanziari di essa stanno prendendo piede sempre più non solo tra musulmani ma anche tra non musulmani. E molti operatori del settore si stanno muovendo di conseguenza.

Alcuni principi

Vediamo insieme alcuni dei principi di base della finanza islamica. Intanto, e non è da poco, c’è la condivisione dei rischi. Cioè sono proibiti gli interessi e gli investimenti in settori condannati dalla religione ma favorita la condivisione dei rischi e degli utili. Cosa significa? Per esempi che se un investitore compra obbligazioni islamiche non riscuote interessi ma avrà sicuramente un ritorno economico partecipando a tutti gli effetti alla proprietà del progetto che, con le obbligazioni, si trova a finanziare. La stessa cosa avviene se si chiede un mutuo per l’acquisto di una casa: fino a quando, chi ha chiesto il mutuo, non lo ha pagato per intero sarà proprietario della casa insieme alla banca che però, partecipa anche agli eventuali rischi di perdita.

In Europa sono Londra e il Lussemburgo i maggiori centri finanziari che si sono aperti a questo tipo di finanza, capendone appieno anche la portata economica vastissima. Il giro di affari infatti è di quasi 1900 miliardi di dollari destinato a passare a 3250 entro il 2020. Un mercato diviso tra banche commerciali, assicurazioni e obbligazioni. E siccome si tratta di molti soldi ci sono diversi paesi che ora ambiscono a fare come Londra e Lussemburgo. E c’è da credere che aumenteranno se si pensa che il centro finanziario più importante è Dubai, stato con cui molti hanno interessi e con cui moltissimi ambiscono ad averne.

Obbligazioni

Alla borsa di Dubai il valore delle obbligazioni islamiche emesse aveva, nel 2014, raggiunto la cifra di 22 miliardi di dollari mentre la Banca Islamica per lo Sviluppo ha dato vita, attraverso il Nasdaq Dubai a ulteriori emissioni per circa 10 miliardi di dollari. La Malesia invece ha recentemente emesso circa 150 milioni di dollari di obbligazioni che comprendono prodotti a scadenza decennale e altri a scadenza trentennale del valore di 500 milioni di dollari. E piano piano sta entrando nel gioco una piazza finanziaria importante come Hong Kong. Si tratta di una tendenza in crescita che sta vedendo molte imprese del settore entrare in gioco e molte aziende chiedere finanziamenti alle istituzioni islamiche per la realizzazione di diversi progetti industriali ed infrastrutturali.

Lascia un commento