Ethereum. Cos’è e come funziona

Ethereum. Cos’è e come funziona. Oggi facciamo un’altra tappa nel mondo delle criptovalute

Cos’è Ethereum

ethereumRispondere alla domanda: cos’è e come funziona Ethereum può essere facile e difficile nello stesso tempo. Possiamo dire che, dal punto di vista della fama e, forse, della mitologia, Ethereum è la criptovaluta più importante dopo Bitcoin. E, al di là delle opinioni, questo è sicuramente vero dal punto di vista del valore e, soprattutto, dal punto di vista del numero delle transazioni.

La criptovaluta Ethereum è nata da un’idea di Vitalik Buterin, giovane geniaccio russo. Il suo scopo era quello di creare sì una moneta virtuale ma, soprattutto, un vero e proprio sistema di contratti che si muovesse in parallelo ai tradizionali sistemi esistenti. Fu così che partì quello che, parole semplici, può essere definito un sistema di “smart contract”. Per questo motivo è bene considerare che il termine Ethereum si riferisce ad un sistema, mentre la moneta correlata, diciamo così, è indicata con il nome di Eth.

Ma non divaghiamo e entriamo nel vivo della questione. Ethereum è dunque una piattaforma web che pubblica contratti intelligenti, gli smart contract di cui parlavamo poche righe più su. E come li pubblica? Con un linguaggio di programmazione. Si dice che questi contratti sono gestititi in maniera “intelligente” pechè le varie applicazioni sono eseguite seguendo la programmazione. IL che fa sì che non vi sia modo alcuno di riscontrare momenti inattivi o interferenze. Vi è una enorme blockchain apposita si cui si eseguono le applicazioni che, proprio per la sua globalità, non solo creare e smuove valore ma dà anche la possibilità di creare mercati e muovere fondi.

Qualcuno, forse un po’ ingenuamente, vuole vedere in Ethereum un elemento etico solo perché essa è nata da una raccolta fondi della omonima fondazione. Fondazione svizzera no-profit. Ma è bene non dimenticare che il fondatore e gli altri appassionati di monete virtuali che l’hanno lanciata, lo hanno fatto per guadagnarci. E anche tanto.

Il suo funzionamento

Girare sulla piattaforma p2p consente di “essere pagati” dagli smart contract attraverso l’unità di valuta il cui nome è Ether. Però è importante capire bene che Ethereum non si pone l’obiettivo di essere solo una moneta alternativa a quella tradizionale. La sua piattaforma può, infatti, essere usata per molti fini quali:

  • Mercati finanziari
  • Raccolta fondi
  • Sistemi elettorali

La piattaforma funziona attraverso il sostegno di migliaia e migliaia di computer in tutto il globo. E questa dimensione, certo, rende il calcolo forse meno efficiente ma, allo stesso tempo più sicuro. Perché? Perché vi è traccia di ogni singolo risultato nella blockchain. In pratica tutti gli utenti sanno ogni cosa di tutti. E contemporaneamente nessuno degli utenti può, in alcun modo, modificare un programma partito sulla piattaforma. In pratica è come se Ethereum fosse un sistema che si autoregola.

Una storia come tante

In fondo la storia di Ethereum non è diversa da altre storie “nerd”. Era il 2012 e si era a Toronto. Un gruppo di amici e appassionati si trovò in un pub per discutere di Bitcoin e delle sue possibilità. Anima dell’incontro fu Anthony Di Iorio, poi diventato un imprenditore, che voleva capire meglio come funzionasse l’universo delle criptovalute. Anche perché aveva investito non poco nel Bitcoin ed era, nello stesso momento, assai critico e preoccupato per quanto accadeva nella finanza tradizionale. Il gruppo divenne quasi un club in cui entrò anche un timidissimo studente dell’università di Waterloo: Buterin, appunto. Tra Di Iorio e Buterin cominciò, se non proprio un’amicizia, una sorta di patnership. Di Iorio aveva intuito subito che il russo non era il classico nerd ma un vero esperto e studioso del mondo bitcoin. E ci aveva visto giusto perché Buterin, proprio in quei mesi, aveva dato vita ad un sistema che consentiva di inviare denaro in molti paesi e in diverse valute. Creando quindi qualcosa che, in parte era già stato lanciato dal Bitcoin ma finalizzato a spostare valore. Una pensata dunque che, pur basandosi un po’ su bitcoin, andava un poco oltre. Nacque così la blockchain chiamata Ethereum.

Di Iorio fu subito entusiasta di questa idea comincia a coinvolgere Buterin in incontri e meeting internazionali. L’idea piace e il russo si convince sempre più di dedicarvisi a tempo pieno. E il risultato fu che la sua idea vola verso il successo a partire dal 2014 quando riceve una borsa di studio di oltre 100mila dollari proprio per i suoi studi. E così nasce ufficialmente Ethereum Foundation. UN anno dopo nascerà la criptovaluta. Dopo soli tre anni Ethereum toccò i sette miliardi di valore attirando anche la curiosità e l’interesse di società mondiali.

Tralasciando un po’ le vicende societarie e i problemi fiscali a cui sarebbero andati incontro, Buterin e i suoi soci registrarono una società in Svizzera. Buterin capì anche come evitare vari problemi di regolamentazione. Come? Ethereum avrebbe offerto un prodotto e non venduto equity. E il prodotto era appunto Ether cioè la crittografia dentro la piattaforma. E per spronare gli sviluppatori fece sì che le transazioni richiedessero Ether. Così a poco più di un mese dal lancio della raccolta fondi Ethereum vendette 2mila ether al prezzo di un bitcoin. Risultato? Ethereum riuscì a raccogliere ben più di 31mila bitcoins cioè oltre 18 milioni di dollari.

Conclusioni

Allora, per tirare le somme possiamo dire che:

  • Ether è, in un certo senso, la benzina che fa andare avanti Ethereum
  • Gli smart contract Ethereum sono un codice informatico che rende più facile lo scambio di soldi, di contenuti, di azioni e di qualunque altro valore.
  • Il blockchain di Ethereum consente agli sviluppatori di creare tutte le operazioni che vogliono costruendo migliaia di applicazioni
  • Gli smart contract sono fatti in modo tale per cui i contraenti non possono modificarli in alcun modo

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