Finanza etica

A molti la finanza non piace e non interessa perché la vede solo come qualcosa di cattivo. ma la finanza può anche essere etica

Non è solo diabolica
Per qualcuno mettere vicine le parole finanza e etica sembra un ossimoro. Un’accoppiata quanto meno bizzarra. Eppure, nonostante la finanza ci abbia abituati a non pochi scandali (alcuni anche criminali) c’è un settore che cresce: quello della finanza etica o risparmio socialmente responsabile. È quanto emerge da un interessante articolo pubblicato da Il Sole 24 ORE che riporta i dati di uno studio chiamato “Gli anticorpi della finanza”. Finanza etica, se si legge questo articolo, comincia a diventare qualcosa di meno inconcepibile. Perché? Perché esistono anche i cosidetti fondi etici e, parole del quotidiano economico più famoso d’Italia, essi gestiscono la considerevole cifra di 127 miliardi.

Finanza etica o fondi etici che comprendono, per capirci,azioni di microcredito, il crowdfunding, alcuni esempi di aiuto alla cultura da parte della finanza stessa. Eppure questo tipo di fondi e di finanza, secondo un sondaggio, è conosciuta solo da circa il 38% degli italiani.

Cosa sono i fondi etici
Fermo restando che può essere problematico o discutibile stabilire cosa e chi metta l’etichetta di etico (per la serie chi controlla il controllore)  vediamo di capire cosa sono i fondi etici. In realtà, tecnicamente, hanno un’altra denominazione: Sri, cioè socialmente responsabili. In Italia hanno cominciato a far sentire la loro voce più o meno agli inizi degli anni 2000. Sostanzialmente hanno due tipi di gestione, a grandi linee:
– fondi che “copiano” o replicano un indice etico ma azionario
– gestione attiva

Esiste anche una Guida alla classificazione dei prodotti di risparmio gestito di Assogestioni che cerca di dare una definizione di fondo etico un pò articolata. In teoria essi dovrebbero mettere l’accento su titoli e su criteri diversi da quelli del classico “massimizzare il rendimento”. Fondi etici poi da non confondere con i fondi solidali che, come suggerisce il nome, devolvono parte dei rendimenti a progetti e iniziative di solidarietà. In pratica nei fondi solidali l’eticità è data dall’uso e non è necessariamente insita nel fondo stesso.

Vi sono anche indici etici di riferimento come il Ftse4Good a cui alcuni fondi si appoggiano. Altri invece si muovono e operano in base ad alcune ricerche e analisi fatte da società esterne e che lavorano proprio esclusivamente in questo campo. In praticano scelgono o consigliano i titoli che rispondono a determinati requisiti.

Altri fondi ancora hanno un loro Comitato Etico che, dall’interno, fa lo stesso lavoro delle società esterne menzionate prima. Si tratta dello stesso tipo di lavoro che valuta un insieme di titoli. Per esempio puntando su società che si occupano di energia rinnovabile o che non effettua test su animali.

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