I fondi comuni sbarcano a Piazza Affari

Se ne parlava già da molto tempo e ora, dal 1° dicembre arrivano al listino

Una novità
I fondi comuni sbarcano a Piazza Affari e la cosa rappresenta una certa novità, introducendo una maggiore competizione. Continueranno a rappresentare qualcosa di molto diverso dalle azioni, tanto per fare un esempio. Chi è abituato ad un tipo di trading più aggressivo certo non si rivolgerà a questi strumenti finanziari. Ma è indubbio che la quotazione a Piazza Affari potrebbe rappresentare una bella svolta in termini di trasparenza. La prospettiva più probabile è quella di aumentare la liquidità e ridurre le commissioni per i risparmiatori che si affidano ai fondi comuni.

Le regole
Si capiranno meglio nel dettaglio ma, in linea di massima per far entrare i fondi comuni nel mercato Etfplus le negoziazioni avverranno al prezzo d’asta di chiusura: cosa significa? In pratica, senza entrare troppo nei dettagli, significa che non sarebbe previsto uno scambio in tempo reale. In pratica la transazione si completerà solo a fine giornata motivo per cui i fondi comuni non rischiano di diventare uno strumento di trading estremo. La filosofia strategica che sottende questa quotazione in borsa è quella di introdurre una maggiore trasparenza. Infatti i fondi quotati avranno la possibilità di essere comprati direttamente sul mercato con conseguente sparizione della commissione d’ingresso. Oltre a ciò questo potrebbe diventare un modo per modificare le classiche convenzioni distributive che, oggi, limitano la scelta dei fondi (per il risparmiatore) a quelli messi a disposizione dalla propria banca.

Competizione
È la solita ma sempre valida storia della competizione, dalla cui trasparenza dovrebbe trarre beneficio il cliente. Esso infatti avrebbe, grazie a questa novità, la possibilità di confrontare i prodotti presenti sul mercato costringendo gli operatori a competere tra loro per diventare più appetibili. E il primo modo a cui si pensa per ottenere questa appetibilità dovrebbe essere la riduzione dei costi di gestione. Ma sarà soprattutto la diminuzione delle commissioni la cosa che dovrebbe impattare maggiormente su tutto il sistema.

Voci discordanti
Ma vi sono anche voci discordanti rispetto al prevalente clima di ottimismo. Come quella di alcuni esperti che, partendo dal presupposto che il fondo comune è uno strumento adatto ad un investimento a lungo termine, non si adatterebbe proprio per questo motivo alle logiche e ai meccanismi della Borsa. Infatti se da una parte ci sarebbe una riduzione dei costi di collocamento, dall’altra ci sono comunque i costi di quotazione che non sarebbero da trascurare. Per altri si correrebbe il rischio di trascurare, accecati dalla facilità di accesso, il problema della competenza degli operatori. Ma questo problema sembra scongiurato proprio dal fatto che, in genere, i fondi non sono prodotti fai da te come le azioni. Motivo per cui chi vi si rivolge avrà sempre bisogno della consulenza di personale professionista.

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