La Banche italiane sono solide? Alcune informazioni

Se le banche italiane sono solide è la domanda che si stanno ponendo tutti, diciamolo. Investitori e risparmiatori cercano risposte

Notizie poco chiare

banche italianeSapere se le banche italiane sono solide è importante. In giorni come questi in maniera particolare. Giorni di borse che crollano, crisi di fiducia dei mercati, banche che falliscono, crediti deteriorati. Difficile orientarsi in questo caos di notizie ma anche di numeri. Sì perché le cosidette sofferenze nette per qualcuno sono di oltre 201 miliardi, mentre per il Ministro Padoan sarebbero “solo” di 88 miliardi.

In giorni in cui si insiste sulle debolezze, poco si parla degli innegabili punti di forza delle banche italiane. Per esempio poco si parla del fatto che, se è vero che esse hanno alcuni crediti poco chiaro, è altrettanto vero che hanno un altissimo stok di garanzie vere, come quelle rappresentate da beni immobiliari. Come ci ricorda Il Sole 24 ORE, la banca Intesa San Paolo ha affermato di avere una copertura dei crediti deteriorati pari a circa il 139%. E la stessa cosa vale per le maggiori banche italiane. Sapere questo può essere, in parte, una risposta alla domanda che si chiede se le banche italiane sono solide.

Capitale

Un altro elemento di rassicurazione può arrivare dal capire come le banche gestiscono le cosidette sofferenze. Se si dovesse dar retta a molte di quelle che sono solo simulazioni catastrofiche, più che dati di fatto, si potrebbe pensare che le banche siano costrette a gestirle a breve termine, sotto la spinta del panico. In realtà non è così. E i professionsiti seri vi diranno che una saggia gestione delle sofferenze sia in realtà un modo per fare bilancio. Cosa che smentisce le presunte necessità ed emergenze di aumento di capitale per alcune banche.

Insomma la questione dei debiti deteriorati non ha nulla a che fare con la solidità del sistema bancario italiano. Sistema che, come abbiamo appena detto, è composto da banche che hanno ottime coperture. Rappresenta semmai, e la cosa non è certo meno grave, un problema per l’economia reale. Se infatti le banche devono concentrarsi sul recupero dei crediti, sono meno disposte a fare prestiti.

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