La Bce taglia il costo del denaro

Costo del denaro ai minimi storici. Conseguenza della decisione della Bce che ha tagliato i tassi di interesse

bce denaroDecisione a sorpresa
Una decisione, quella della Bce di tagliare il costo del denaro, arrivata abbastanza inaspettata. Ma dovuta anche alla constatazione di come, molte parametri economici, siano peggiorati troppo. Un modo per frenare la caduta dei prezzi e, in qualche modo, per influire positivamente sull’economia reale. Del resto i mercati, termometro attento, avevano già messo in preventivo una manovra di questo tipo proprio per scongiurare una pericolosa deflazione. Anche un modo per rendere più debole l’euro e facilitare così le esportazioni.

Le borse festeggiano
Il taglio del costo del denaro partirà a metà novembre e consisterà in questo: il tasso sul rifinanziamento scenderà allo 0,75% e a zero quello che viene applicato sui depositi per conto delle banche commerciali. Ovviamente, dopo l’annuncio di questa manovra, le borse hanno festeggiato. Subito dopo la notizia l’euro è sceso a 1,337 sul dolaro, la Borsa di Milano ha guadagnato lo 0,8% e Parigi e Francoforte si sono impennate di oltre l’1%.

Scende lo spread
Altra conseguenza immediata di questa decisione è stato l’abbassamento dello spread tra Btp decennali e Bund tedeschi a 241. Ben tre punti in meno nel corso di una sola giornata. Adesso il rendimento di questi Btp è a circa il 4,12% mentre si è registrata anche la discesa dello spread tra Bonos e Bund. Questa decisione, di tagliare il costo del denaro, segue quella dello scorso 2 maggio e quella che, lo scorso luglio, aveva visto un taglio di 25 punti base.

Decisione che si spera efficace
Mario Draghi, presidente della Bce, sottolinea l’efficacia di tale decisione sottolineando appunto la reazione dei mercati finanziari, sottolineando anche di voler mantenere bassi i tassi di interesse per un periodo di tempo lungo. E afferma che la decisione di tagliare sia stata unanime e che la discussione sia stata solo su “quanto” farlo. Sempre secondo Draghi i cambi monetari giocano un ruolo fondamentale sia per la crescita economica sia per mantenere stabili i prezzi. Del resto è vero che i parametri fondamentali dell’eurozona sono forti ma, come ribadisce lo stesso Draghi, non è detto che questi dati positivi si traducano in maniera automatica in una ripresa veloce.

In ogni caso, seppure in maniera non evidente da subito per cittadini e imprese, tale manovra si prefigge lo scopo di far ripartire l’economia reale, inducendo le banche a erogare con meno difficoltà, prestiti e mutui. Anzi, a tal fine, si parla di un monitoraggio trimestrale degli stessi istituti di credito.

Lascia un commento