Rialzo dell’oro nero

Trend al rialzo per il petrolio. E cosa cambierà con il rientro dell'Iran sulla scena internazionale

Perché il prezzo sale
Il trend al rialzo dell’oro nero ha, per certi aspetti, elementi di stranezza. O almeno tali possono apparire se non si tiene conto di considerazioni geopolitiche oltre che finanziarie. Una tendenza alla diminuzione era quello che si era portati ad auspicare con il presumibile ritorno sulla scena internazionale dell’Iran. Questo perché è prevedibile una riimmissione sul mercato di gorsse quantità di petrolio. Nello stesso tempo aumenta la produzione USA. Però il prezzo del petrolio non diminuisce. E questo ha un nome. Arabia Saudita

Cosa farà l’Arabia Saudita
Quelle che ormai non sono solo voci dicono che l’Arabia Saudita aumenterà il prezzo di vendita del petrolio in Asia a partire da maggio. Questa decisione ha comportato inevitabilmente uno scossone dei mercati che hanno strategicamente deciso di dimenticarsi di quello che a prima vista era apparso un pericolo: l’accordo tra Iran stesso e USA, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia e Germania sul nucleare. Accordo che ha portato una sorta di allentamento delle sanzioni. Sanzioni che riguardavano anche la limitazione produttiva di petrolio da parte dell’Iran. E quindi davanti ad un più che plausibile aumento della produzione globale, l’Arabia Saudita corre ai ripari almeno a livello di prezzi. Una mossa che, in parte, vorrebbe ridurre l’impatto anche delle previste crescite produttive degli USA. La loro produzione è infatti prevista in aumento: 700mila barili giornalieri.

Produzione iraniana
L’accordo sul nucleare e le sue conseguenti “aperture” porteranno l’Iran, a poco a poco, ad aumentare le sue esportazioni di petrolio fino a superare la cifra di un milione di barili giornalieri.

Ed ecco la mossa dell’Arabia Saudita che, tutto sommato, resta l’ago della bilancia e il conseguente aumento del prezzo dell’oro nero. Aumento in parte anche dovuto a quanto sta avvenendo ad Aden, nello Yemen, punto nodale per il petrolio. Tutte cose che hanno comportato il brent a 56 dollari e un rialzo medio che va dal 2% al 2,7%. Ovvio prevedere oscillazioni anche in finanza e sui mercati.

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