Valute e commercio mondiale

Forse non si pensa mai abbastanza quale influenza abbiano le lotte tra valute e commercio mondiale. E i conseguenti rischi

Quadro generale
Anche chi non è esperto di finanza o di forex e, per questo motivo, può non avere dimestichezza con questi argomenti, non può non aver notato come, in questi mesi, molte banche centrali abbiano cercato di sostenere le loro valute  tagliando i tassi, in una sorta di rincorsa all’indebolimento reciproco nel tentativo di salvare l’export per esempio. Come giustamente sottolinea investireoggi.it un caso abbastanza esemplare è quello della Danimarca intervenuta per ben 4 volte in meno di un mese con operazioni di questo tipo. E stessa operazione è stata annunciata proprio in questi giorni anche dall’Australia che taglierà i tassi del dollaro australiano.

Politica comune a molti
Ma per capire quali possano essere i legami tra valute e commercio mondiale basti dire che lo stesso genere di interventi li stanno facendo BCE con l’euro, la Bank of England con la sterlina, la Bank of Japan con lo yen  così via. E questo, secondo molti oservatori, rischia di diventare pericoloso, facendo il paragone con i drammatici anni ’30 in cui si pensava di reagire alla crisi indebolendo le varie valute con quella che fu chiamata svalutazione competitiva. Ma, contrariamente a quanto ci si aspettava queste azioni sulle valute ebbero un effetto tragico sul commercio mondiale.

Previsioni e analisi
Sono molti gli analisti che vedono il medesimo rischio ora perché il tentativo di guadagnare terreno svalutando in realtà non porta a nessun guadagno. Che, se anche ci fosse, sarebbe pesantemente pagato da altri. In una spirale discendente molto pericolosa. Se le oscillazioni valutarie possono, in qualche misura essere positive per il Forex, non altrettanto lo sono per le aziende che esportano perché si troveranno a pagare per i tentativi inevitabili di difendersi dalle fluttuazioni. Quindi il risultato potrebbe essere esattamente l’opposto con abbandono dell’export e tentato aumento di produzione rivolta al mercato interno.

Allarmi continui
A confermare l’allarme di questo intreccio tra valute e commercio monetario anche il Baltic Dry Index per esempio. Pur trattandosi di un indice ben specifico esso rappresenta i commerci di alcune materie sulle principali rotte mondiali. Senza entrare troppo nei tecnicismi diciamo che da una visuale ampia sui traffici e sui commerci che avvengono per are. Bene questo indice è davvero crollato anche solo nel mese di gennaio segnando quasi il minimo storico raggiunto nel 1986. In pratica esso segnalerebbe una contrazione nel commercio mondiale, tanto per dirla in termini semplici.

Ecco quindi, speriamo, spiegato un po’ il legame perverso tra oscillazioni di valuta e commercio mondiale che rischia di contrarsi.

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